Credo che una delle maggiori ‘deformazioni’ della sensibilità in fatto di relazioni sentimentali dipenda dall’espressione ‘per sempre’. Paura, insicurezza, solitudine ci portano al ‘per sempre’.
In realtà, dovremmo chiederci sempre: “Che cosa significa per ME questa relazione? Che posto occupa nell’orizzonte della mia evoluzione?”
Se guardiamo alla relazione da questo punto di vista, potremmo rimanere sorpresi: una relazione si potrebbe trasformare da ‘meta’ -illusoriamente imprescindibile per la nostra felicità- a semplice ‘tappa’ nel processo di individuazione della personalità.
Un punto di vista del genere ci renderebbe liberi: dalla paura dall’insicurezza dalla solitudine. E ci porterebbe a fare esperienze e non a costruire prigioni e muri. Solidi sì, ma tristemente invalicabili.
