Su Lucky Man dei Verve [Seconda Parte]

La parola-chiave della prima strofa di Lucky Man è ‘liberty’ (libertà) associata a ‘happiness’ (felicità) e a ‘change’ (cambiamento).
Ecco, credo che Lucky Man parli di questo, di cambiamento, di libertà, di gioia.

L’accettazione dei confini (dei propri limiti), il venire a patti con le proprie contraddizioni, la rinuncia ad ogni pretesa di completezza e di perfezione producono uno scarto decisivo, la svolta verso il cambiamento interiore e la scoperta della propria identità.
‘Sapere’ chi si è veramente, avvicinarsi alla propria verità, riconoscersi nei propri limiti è l’inizio della trasformazione, il passaggio dalle illusioni dell’io verso la coscienza di sè.

E qui sta la vera libertà: nell’essersi riconosciuti, dopo essersi guardati in faccia senza compassione ma anche senza riprovazione, consapevoli della propria solitudine e del suo valore; nel riconoscersi condizionati e limitati, e nel saperlo accettare serenamente.
E da qui scaturisce, del tutto spontaneamente, una gioia controllata, senza strepiti e grida, sussurrata ma non per questo meno intensa: la vera gioia del cuore.

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