Il tipo di intelligenza nettuniana

Agosto 5, 2009

Cito affascinato e partecipe:

“Nettuno è la conoscenza medianica nel senso che non usa le strutture logiche del pensiero (parte sinistra del cervello), ma segue il principio della a-razionalità, dell’intuizione, dell’emotività (emisfero destro). Spesso non sa descrivere cartesianamente come sia giunto a quel determinato punto, a quella conoscenza eppure ha un suo “sistema logico” che però non segue il principio della razionalità, della evidenza sperimentale. Si può dire che per un nettuniano l’apprendimento è per insight, ovvero dopo aver tanto visto e sentito nel suo procedere in tondo giunge improvvisamente (apparenza illusoria per coloro che non comprendono tale processo conoscitivo) alla conclusione, all’essenza della cosa. La ricostruzione del come ci sia giunto è forse impossibile, ma sulla qualità e profondità della stessa non ci sono dubbi.

La strada nettuniana è circolare e nebbiosa, ma non necessariamente errata; è importante riconoscere e accertarsi a-priori del proprio sistema di navigazione interno, perché la rotta è qualcosa di soggettivo. Inoltre non è importante il come o il perché si giunge ad una meta, in quanto in essa l’Io scopre la più profonda delle verità, la realtà ultima (e dalla quale spesso fugge via impaurito rimuovendola tout court), ovvero giunge alla Anatman, il “non-sé”. Scrive Alan Watts in proposito:  “…l’idea dell’io è una istituzione sociale senza realtà fisica. L’io è semplicemente un simbolo per indicare la nostra persona”(pag. 36).

È da tutto ciò che l’uomo moderno fugge via, ma che attira invece coloro che cercano l’essenza delle cose, che è sempre al di là della semplice evidenza, dell’Io e del mondo chiamato volgarmente reale.”

Autore: Paolo Crimaldi
[Fonte: http://www.convivioastrologico.it/eventi/CONVEGNO%20ROMANO/RELAZIONI/Relazione%20di%20Paolo%20Crimaldi.htm]

Alle mie divinità

Agosto 5, 2009
Riordino il mio archivio così fluido e senza precisi confini da essere assolutamente e coerentemente nettuniano (mmh, mmh) e ritrovo questo mio piccolo omaggio alle divinità del mio cielo personale. Umilmente condivido con tutti i nettuniani (e i saturnini) come me… e con chi vuole. Ricordando a me stesso: “amare ciò che si è per essere ciò che si vuole!”.

Oscuro ti chiamano dio del tempo
e oscuro ti accolgo all’angolo estremo
dell’io, quadrilatero di passione
con quell’altro, dio dei mari e dei dubbi

Io sono tra voi, dèi non facili
uomo difficile anch’io
Ma… inchinandomi a voi
ubbidiente / io / sono!

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2007-09-29 08:33:36
ai miei dei (Saturno e Nettuno)
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Nota
Saturno all’Imum coeli e Nettuno all’Ascendente