If your Neptune is in the First House…

Luglio 17, 2009

You’re very receptive to your environment and a psychic sponge. You’re also very permeable to negative energy — and can find yourself compulsively drawn to it — so be aware of soaking up negative energy from other people. You can go a number of ways with such a strong position of Neptune: drugs, theater, music, dance, religion, mysticism are some. The theme is piercing the veil of the material world and going beyond appearances into universal truth, becoming at-one with the way things are. Your life can be disoriented and confused until you give up trying to satisfy yourself and gain some spiritual orientation. Learning to surrender your ego through such disciplines as meditation, Tai-Chi, yoga, psycho-drama, or emotionally based psychotherapies would be centering and helpful. Learning to not react to life emotionally would also help. You’re being asked to sacrifice the personal and what your separate self wants. You’re also a real charmer, and able to enchant others and bring them under your spell. You’re idealistic, have a strong imagination, and are able to see and feel the unity behind peoples and things.

If Neptune is within 10° of the ascendant it is conjunct the ascendant, and much of the foregoing is even more strongly emphasized.

[fonte: http://www.myastrologybook.com]

Neptune: the higher octave of personal love, Venus

Luglio 17, 2009

Neptune, divine compassion, is the higher octave of personal love, Venus. Where Venus says, “I’ll love you if you love me.” Neptune says, “I love you because it’s my nature to love. You are worthy of love because you exist.” Neptune’s vibration is neither of matter nor of this Earth. It rules all that is subtle, mysterious, ill-defined and not material: sensitivity, suffering, compassion, music, dance, theater, film, dreams, fog, mist, drugs, alcohol, anesthesia, illusion, deception, obligation, the psychic, mediumistic and the mystical. Neptune rules Pisces, the sign of compassion, and the pineal gland and the feet in the human body; it is exalted in Cancer. Its key phrase is “Serve or suffer.”

[fonte: http://www.myastrologybook.com]

“Et ignotas animum dimittit in artes”

Luglio 16, 2009

Spetta all’anima nettuniana trasformare gli impulsi profondi dell’ispirazione in espressioni intelligibili all’umanità ed alla parte più razionale dell’individuo, come ricorda Ovidio nelle Metamorfosi:

“Et ignotas animum dimittit in artes”

È così che anche i messaggi, individuali e cosmici, di alta sacralità sono tradotti in manifestazioni artistiche di cui si può cogliere la bellezza e la profondità grazie all’azione mediatica nettuniana, pur non conoscendone l’origine, che rimane ignota ed avvolta da una altrettanto nettuniana fitta nebbia.

Giovanni Pelosini [fonte: http://www.convivioastrologico.it/eventi/CONVEGNO%20ROMANO/MINIRELAZIONI/Mini%20Relazione%20di%20Giovanni%20Pelosini.htm]

Il Nettuniano secondo Marco Pesatori

Luglio 16, 2009

Il nettuniano non cammina, vola. Il nettuniano non pensa, vede. Il nettuniano non è mai “qui”, è sempre da qualunque altra parte. Non parla mai direttamente, accenna in modo sottile, appena sussurrato. Non è grossolano, prevedibile e raramente alza la voce. Ha sempre mille idee in testa, è pieno di progetti e fantasie, si appassiona per questa o quella causa, è sensibile di cuore, premuroso, ma solo fino al punto in cui tutto ciò non diventa obbligo e routine. Il nettuniano è diverso dagli altri: quando il mondo intero è trasgressivo, diventa l’unico a seguire la regola e vestirsi come una volta si conveniva. In amore è romantico, tenero, irresistibile, esaltante, poetico, ma sul più bello sparisce, lascia lì sospesi a soffrire nell’attesa. Il “nettuniano” è chi ha il pianeta Nettuno congiunto all’ascendente o in rapporto stretto (congiunzione, trigono) al Sole, oppure, se donna, alla Luna. I segni che lo amano di più sono Pesci e Acquario, in misura minore il Sagittario. Ma posson colpire tutti il genio e l’imprevedibilità di Nettuno, mistico, sognante, se il pianeta transita su punti importanti del tema, o se si pone in aspetto forte con i pianeti personali.

Marco Pesatori [fonte: http://www.dweb.repubblica.it/dweb/2006/11/25/rubriche/oroscopo/355net526355.html]

Perdersi

Luglio 16, 2009

Non ci si può ritrovare se prima non ci si è persi…
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Anonimo


Il lavoro creativo

Luglio 16, 2009

Il lavoro creativo è una protesta contro l’anarchia e il nulla.
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Igor Stravinskij


Devendra

Maggio 30, 2008

Semplificare Minimizzare Risparmiare

Novembre 2, 2007

Hai mai pensato di essere travolto da un eccesso di funzioni e opzioni, da un eccesso di ToDo e di ToBe suggeriti da una tecnologia o da un oggetto?

Hai mai pensato di ritrovarti a fine giornata con un mare di cose fatte e con la sensazione precisa di non aver ‘prodotto’ proprio un bel niente?

Hai mai pensato di voler monacalmente ritornare alla cristallina pulizia del minimo indispensabile?

Se lo hai pensato almeno una volta, ecco un articolo che ti conferma che non stai attraversando una fase depressiva ma che (forse) stai solo rispecchiando un’esigenza universalmente sentita…

Link: Voglio una vita semplificata

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Sul letto ideale

Novembre 2, 2007

Dormire (sempre) accampati. Pronti per una meta (non si sa mai!) -Il letto? Quello di Matali. (Futon arrotolabile che diventa un parallelepipedo da mettere in un angolo. Luce e sveglia incorporate).

Link: Il Letto Ideale

Orrore del pigiama, ripudio mistico delle ciabatte, schifo trascendentale delle canottiere: se si può, dormire al naturale. Disciplinatamente. Al minimo.

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Su Lucky Man dei Verve [Terza Parte]

Settembre 9, 2007

Ritorno alle strofe di Lucky Man.

“Happiness/More or less” Felicità/più o meno… “Happiness/Coming and going” Felicità/che va e viene

Qui si parla di incompiutezza: mai nulla si compie una volta per sempre, tutto è soggetto alla legge del mutamento (Happiness/Coming and going) E si parla di ambivalenza e di contraddizione (Happiness/More or less): anche nella felicità si mescolano luci e ombre, il che ne fa un’esperienza davvero piena. Infatti, la felicità (adulta e consapevole) non è esente da una certa quota di dolore -si tratta del dolore e del lutto che si accompagnano alla coscienza della finitezza e della incompiutezza di ogni cosa: il Paradiso non esiste, non esiste il per sempre della gioia e dell’amore.

Questo tipo speciale di felicità segue al ’so chi sono’ e al ’so qual è il mio posto nel mondo’ ovvero alla consapevolezza della propria verità. Infatti:

“Happiness/Coming and going/I watch you look at me/Watch my fever growing/I know just where I am” Felicità/che va e viene/Ti guardo guardarmi/Guarda la mia febbre che sale/So esattamente dove mi trovo

Qui importante è quel So esattamente dove mi trovo, ribadito più avanti da una strofa bellissima che dice: “Happiness/Something in my own place/I’m stood here naked/Smiling, I feel no disgrace/With who I am”

Un uomo, arrivato alla luminosa anche se sofferta coscienza di sè (so dove mi trovo, so chi sono), si sente in pace, a posto con se stesso, nudo ai propri occhi, perché senza illusioni e senza mascheramenti, perché finalmente libero dai condizionamenti di un Io onnipotente e infantile a cui ha dovuto e potuto rinunciare:
La felicità/è qualcosa che c’entra col mio posto nel mondo/Sto qui in piedi, nudo/Sorrido e non mi vergogno /Di chi sono (I feel no disgrace with who I am, bellissimo in inglese)

“But how many corners do I have to turn?/How many times do I have to learn/All the love I have is in my mind?” Ma quante svolte/ma quante volte per imparare/Che tutto l’amore che ho, è in me?

“Gotta love that’ll never die” È mio l’amore che non morirà mai

Qui un uomo -passo dopo passo, esperienza dopo esperienza- conquista una forma di sentimento molto speciale: venuta meno la proiezione del sentimento su un oggetto esterno (chi non si è mai illuso che quella donna o quell’uomo potesse rappresentare la realizzazione definitiva dell’Amore con la ‘A’ maiuscola, la risoluzione finale di tutti i nostri problemi e insicurezze in merito?), al suo posto si insedia la serena coscienza che l’amore viene dal nostro sè più autentico e profondo e che ne siamo noi stessi la fonte, inesauribile (love that’ll never die).

Naturalmente è una coscienza sempre molto realisticamente misurata: la propria individuazione, amare l’uomo/la donna che si è e con ciò la vita e il mondo, si sa, è un duro lavoro di acquisizione mai definitiva: But how many corners do I have to turn?/How many times do I have to learn…